“Post”-mortem

wolfe

Un giorno di molti anni fa, mentre eravamo comodamente stesi sul divano (quello che era già diventato da qualche tempo il nostro baratro sul nulla), io e L., il mio exmarito, stavamo guardando un episodio di Nero Wolfe.

Sapete, li avevano rieditati tutti e li vendevano in edicola…vuoi non farti prendere dalla tentazione di acquistarli tutti per vederli poi la sera a casa con tua moglie? Così, giusto per tirar su le sorti del matrimonio e condividere con la tua lei appassionanti momenti giallo-hard che sbiadiscano nel bianco-slave e infine nel nero-…wolfe, appunto? Ebbene, mentre lui era molto preso a rimembrare di quando da piccolo vedeva “Tino Buazzelli e Paolo Ferrari…che fantastico Archie…ricordi? quello che faceva il cofanetto Sperlari!”, io mangiavo vagonate di rotelle di liquerizia per colmare la noia.

A un certo punto, srotola che ti srotolo, mi va di traverso un pezzetto di rotella…ma un pezzetto infame eh? Di quelli non così grossi da essere tirato via con le brutte nè così piccolo da risultare inoffensivo. Inizio a dibattermi e a tossire. So che non si deve bere, che bisogna mettersi a testa in giù e che nessuno deve batterti sulla schiena (avevo una tale paura che succedesse a mio figlio che mi ero documentata su come comportarsi, almeno sui piccoli). Distrattamente (Buazzelli aveva comunque la meglio sulla moglie moribonda) mi propone un goccio d’acqua cominciando a colpirmi con una serie di pacche che potevano anticipare la morte per percosse.

Cerco di fargli capire, tra un rantolo e un altro, di aiutarmi a girarmi o quanto meno di chiamare qualcuno…visibilmente non riesco più tanto a prendere sufficiente fiato per tossire. Per tutta risposta mi conforta dicendomi “Santo cielo Gra, stai diventando lilla!”. Sgrano gli occhi (che ormai erano già esoftalmati di loro) e con gli stessi lo imploro di fare il 118.

L’immagine dei miei genitori disperati e vestiti a lutto ma soprattutto quella di mio figlio e della sua educazione in balia di mia suocera mi concentravano sulla corsa a restare in vita e tirare dentro il salvifico filino d’aria per assestare quello che avrebbe potuto essere il mio ultimo colpo di tosse. E proprio in quel momento L. pronuncia la frase risolutrice “Guarda l’uccellino!”.

Dicono che la rabbia alle volte ti dona una forza inspiegabile. Bene, l’idea che l’ultima frase della mia vita, pronunciata dall’uomo che avevo amato disperatamente per 16 anni, fosse “Guarda l’uccellino!” ha fatto sì che con quel colpo di tosse sputassi fuori circa un cm di filo di liquerizia.

Ci ho messo circa due ore a riprendere una respirazione normale.

Sebbene qualcuno possa malignamente pensare che in fondo mi ha salvata, la settimana dopo ero dall’avvocato.

PS: sentirsi soli in compagnia è peggio che sentirsi soli da soli. Anni dopo trovai un libro di K. Vonnegut che si intitolava “Guarda l’uccellino”. Era una raccolta di racconti…comprata compulsivamente mi ha fatto conoscere un autore davvero grande. E grazie. E due!

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Se fossi un animale, sarei un uomo.
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31 risposte a “Post”-mortem

  1. Mimma Zizzo ha detto:

    col il post precedente mi hai fatto commuovere…con questo divertire un sacco. Anche se immagino non sia stato proprio facile per te!
    Ho sempre pensato che sentirsi soli in compagnia fosse la cosa peggiore per tutti.
    ti seguirò….

  2. menteminima ha detto:

    Ma tu dove hai guardato?

  3. graziaballe ha detto:

    io ho mirato all’occhio ovviamente! 🙂

  4. Raimondo ha detto:

    Tanto di cappello per essere andata dall’avvocato e nn averlo ucciso seduta stante. In questi momenti capisco tutti i miei limiti!!!

    • graziaballe ha detto:

      a voler essere precisi poi, non era la prima volta che mostrava un totale disinteresse, quasi ai limiti di un desiderio di vedovanza…ero già caduta da una scala di 2 mt maciullandomi il coccige e lui non solo si è fatto vivo solo xke ludo piangeva forte da 5 min accanto a me quasi esanime ma mi ha detto “dai su, alzati non è nulla”.
      o di quella volta che l ho salutato x uscire con un paio di mutande calzate in testa a mo di berretto x vedere se lo notava ed invece mi guarda strano e poi “OK, ciao, divertiti”. Son cose anke queste! Per fortuna è durata poco!! 🙂

  5. sto rotolando. ma soprattutto, rispecchi l’essenza di una mia convinzione profonda: in determinate situazioni, l’ironia (possibilmente auto-) è ciò che salva, se stessi e il mondo. anche se ad anni di distanza, capisco che a caldo non sia sempre facile.
    in compenso con questo post mi hai convinto, vado a cercare il libro di vonnegut. quando era uscito l’anno scorso ero indeciso e poi era rimasto sullo scaffale. leggiti il resto, quando puoi, in ogni caso. è un genio.

  6. graziaballe ha detto:

    una risata ci seppellirà!
    mattatoio è già tra le prossime letture.
    diciamo che non tutti i racconti della raccolta “guarda l uccellino” sono belli, alcuni sono persino deludenti. Tuttavia si intuisce nei migliori una grande scrittura.

  7. rodixidor ha detto:

    Il tuo estremo tentativo di risolvere la noiosissima serata in un: “Famolo strano …” è miseramente naufragato. Hai fatto bene a precipitarti dall’avvocato all’indomani. Certo rimane il dubbio che il suo consiglio fosse stato a sua volta un goffo tentativo nella stessa direzione. Ma quando non si comunica più, ahimè 😦

  8. masticone ha detto:

    Chiunque ami Vonnegut è amico mio.
    Però dai, il povero L. era tornato bambino (e io so bene cosa significhi) a guardare Archie e tu gli vai a rovinare l’emozione riportandolo al suo ruolo di uomo maturo che deve proteggere la muliera….:)

    però permettimi di dubitare che sei andata dall’avvocato per questo. Anche se come chiusa alla storia è fantastico…

  9. massimolegnani ha detto:

    Narrazione lieve di fatti gravi, ti dona!
    ml

  10. Ariane d'Auble ha detto:

    Ahahahah! Un dolceamaro raffinatissimo! Ho adorato quel divano (“il nostro baratro sul nulla”): brava davvero.

  11. Badev ha detto:

    Madò, che ridere.

  12. graziaballe ha detto:

    on Line!!! tablet odiosissimo…

  13. the pellons' ha detto:

    Fantastico. Vedi che la vita è più forte di tutto. L’avvocato, invece, ha fatto prezzi buoni? Giusto per sapè.

    • graziaballe ha detto:

      vero! 🙂
      quanto all’avvocato è andata così.
      Io, siccome sono molto furba, mi sono rivolta ad un’amica comune che poi ho scoperto tutti sapevano essere innamorata di lui da anni!

      • the pellons' ha detto:

        Geniale! Vedi che lo sceneggiatore sghignazza dietro le quinte?

        • graziaballe ha detto:

          Non c’è che dire cara Pellona! Nella mia vita non ho mai tradito le attese di una Commedia…
          (e non l’ho nemmeno cambiata! …intendo l’avvocato!)

          • the pellons' ha detto:

            Ma l’avvocata, poi, se l’è trombato, l’ex marito? (perdona il francesismo, non credo tu sia più gelosa).

            • graziaballe ha detto:

              No. Ma la verità è che lei era cessa e lui non la degnava.
              Questo non ha però influito sul fatto che lei abbia cercato in tutto e per tutto di blandirlo anche a mio discapito…Dal canto mio io ormai ero tronfia del “meglio soli che male accompagnati” quindi con un impeto di insano egotismo avevo detto “non ho bisogno nè di te nè dei tuoi soldi!”
              Mai anatema si ritorse più contro di quello, per il solo fatto di essere stato preso alla lettera! 🙂

Prego, per di qua...

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