FORCONI RUBATI ALL’AGRICOLTURA

A me più di tutto dispiace l’occasione perduta.

Da entrambe le parti (manifestanti e soppressori) e più generalmente da tutto il paese.
Non riesco più nemmeno a formulare un giudizio senza pormi la domanda se non sia verosimile anche l’esatto contrario.

Sulle strumentalizzazioni, ad esempio, ci si può girare un film a più finali e più morali e ciascuno potrebbe farci uscire dalla sala abbastanza unanimi nei giudizi.
E questo non va bene, non quando si ha a che fare con questioni che sono importanti e proprio per questo  lasciate in un limbo nel quale le acque chiare si confondono troppo spesso con quelle scure.

Io penso che gli obiettivi di una manifestazione debbano essere chiari.
Non possono più essere “random”.

Il “random” genera una forma di intolleranza e di riprovazione e quasi mai solidarietà, sebbene invece avremmo tutti dei buoni motivi per solidarizzare.
Ma come faccio a pensare di mettermi all’angolo di un incrocio e bloccare tutti i malcapitati comprese le ambulanze, come è successo qui, vicino alle Molinette? Ha senso?
Pur comprendendo più che bene la voglia di rivolta che agita tanti italiani, posso unirmi se non ne condivido ancora una volta i mezzi e le scelte?

Secondo voi il tot di persone marce e mediocri, come Cota (ne prendo uno a caso), che hanno sperperato i nostri contributi e affondato i nostri servizi e verso i quali indirizziamo la protesta etica, morale e fisica, il nostro “non si può andare avanti così”, se noi generiamo proteste come quelle di questi giorni, lo capiscono che si devono sentire minati?
O grazie a queste invece non gli permettiamo piuttosto di pontificare ancora una volta quanto sia deplorevole un tale atteggiamento? Apologizzando l’operato delle forze dell’ordine?

Ecco, se c’è una cosa che mi fa incazzare sull’incazzatura quotidiana che ormai mi accompagna, è proprio questa.
Credo davvero che non sia più tempo di scendere in piazza e organizzare rappresaglie a danno sempre e solo nostro.
Tanto chi sta comodamente seduto sul suo scranno ci resterà sempre più convinto di averne diritto e sempre meno preoccupato della propria sorte.

Mi dico “cazzo!!! Ma anziché una sassaiola contro un negoziante non potevano mirarla contro unostronzoacasochetantoc’èsolol’imbarazzodellascelta?”.
Un obiettivo che sia uno, dico, lo volete centrare???
Che così si alza una hola da parte di tutto il paese: poliziotti e cittadini, vergini e mignotte, bianchi e neri????

Fanculo. Anche questa non merita la mia presenza.

.

Mario-Borghezio-foto-La-pulceEcco un pannello utile per giocare a freccettescilipotirazzicotabrunetta2

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Informazioni su graziaballe

Se fossi un animale, sarei un uomo.
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7 risposte a FORCONI RUBATI ALL’AGRICOLTURA

  1. a parte che manca Lui http://goo.gl/s5PIMu, che a giocare a freccette come giochi con lui non ci giochi con nessuno, a parte dico…
    seriamente: io credo che una manifestazione sia una cosa, una protesta un’altra, e azzardo anche a dire che questa possa essere solo in parte giudicata nel merito dei mezzi utilizzati, ma non possa non passare al vaglio dell’opinione pubblica sugli obiettivi. quando qualche anno fa ci fu lo sciopero (chiamato “selvaggio”, se ricordi) del personale dei mezzi pubblici, inizialmente tutti gridarono allo scandalo (da lì fu facile per i media usare la parola “selvaggio”): “ma come,come possono permettersi di scioperare proprio in periodo di strenne natalizie senza un regola“? inizialmente, per fortuna, e per fortuna esistono ancora proteste di questo tipo: uno sciopero è giusto che crei disagio, anche imprevisto, altrimenti è una farsa.
    questa volta la mia sensazione è che gli obiettivi della protesta si stiano confondendo, molto molto molto. anzi, ho il forte sospetto che siano partiti confusi, e che gli episodi di questi giorni siano funzionali a qualcosa di cui ancora non è ben chiara la prospettiva. o, quanto meno, non a noi.

  2. graziaballe ha detto:

    Fatto! 😉 (è che davvero metterceli tutti sarebbe impossibboli!)
    Sono d’accordo con te.
    Preciso solo che io non critico la protesta e lo sciopero chè certo possono e in alcuni casi devono, creare disagio. L’autotrasportatore, il ferroviere che vogliono un contratto migliore o maggiore sicurezza sul lavoro è giusto che attuino lo sciopero creando disagio (che è l’anima e l’arma dello sciopero stesso).
    Dico che il fatto però di non avere chiari gli obiettivi, o di averli in un non identificato “malgoverno” (basta con l’impersonale! sappiamo chi e cosa ci sta portando in basso!) e di creare intoppi a tutti indistintamente (tranne a chi appunto dovrebbe essere oggetto della protesta) è una grande cazzata. Perchè lì mi fermo pure io a dire che il tuo diritto sconfina nella gretta ignoranza…e infatti ecco che poi si presenta Ferro in jaguar e etichetta il proprio movimento DOP siciliano, gli altri sono cineserie, vili imitazioni!!! Ma si può??? Tu dici che c’è una subdola funzionalità dietro a queste quinte di cui non sappiamo le finalità…può senza dubbio essere cosi. Ma io inizio anche a pensare che siamo solo un paese deculturato e abbrutito, di gente imbecille che apre bocca e gli da fiato.

    • graziaballe ha detto:

      Ecco.
      Ho letto il post su ArnoKlein e lo cito anche io volentieri
      http://www.arnokleinroom.com/?p=1434
      Perchè il “senza dubbio può essere così” di cui sopra può senza dubbio essere quello di cui parla AK, anche sulle motivazioni del perchè Torino (quesito che mi ero posta anche io). Io sono un’ingenua fondamentalmente.
      Però la cosa che emerge è che tutti abbiamo la sensazione che stia accadendo qualcosa di marcio, come delle cassandre moderne, mentre tutti dormono…

  3. zonerrogene ha detto:

    Brava! 😀
    Il problema è proprio che al Signor(?) Cota, per dirne uno a caso, non gliene può fregà de meno del fatto che io ci metta 3 ore per andare a lavorare a causa dei blocchi.
    Inoltre ritengo assolutamente inammissibili gli atteggiamenti violenti, intimidatori e mafiosi che sono stati utilizzati nei confronti dei negozianti che volevano tenere aperto, dei passeggeri dei mezzi pubblici etc…..
    Vogliamo fare una cosa sensata? Bene: presidiamo il palazzo della provincia pacificamente a oltranza chiedendo le dimissioni di Cota e company. Andiamo tutti. A turno. Vengo anche io. Mi prendo pure i giorni di ferie per passarci le nottate.
    Infine: se obbligo un negozio a chiudere….sto facendo il bene di chi? Del proprietario? Della commessa che ci lavora? Della vecchietta che non può comprare il pane? No…di nessuno

    Alex

    • graziaballe ha detto:

      Quanto è ingarbugliata sta storia! e quanto il nostro povero paese!
      Io avevo pensato la stessa cosa. Presidiare le uscite e investire Cota di improperi educati ma minacciosi (alle volte è peggio sentirsi dire idiota, meschino, farabutto, mediocre e farabutto che non stronzo. Ci si abitua anche all’insulto generico) e fargli sentire da vicino la vergogna, se mai la sente. Ma anche un pò la paura, il non essere invulnerabili quando si sbaglia così grossolanamente.

  4. jardigno ha detto:

    freccette esplosive

    • graziaballe ha detto:

      C’era una freddura che diceva “se cadesse una bomba su montecitorio, una cosa sola si salverebbe. Cosa?” “L’Italia!”
      Direi che basterebbe che se ne tornino a casa, hanno avuto abbastanza.

Prego, per di qua...

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