X-BOX

scatole

Alla domanda tipo “un libro, un film, un disco della tua vita?” io, che sono una molto arraffazzonata, vado in tilt.
Zero titoli mentre so bene che ce ne sono 1000, zero incrocio delle sinapsi.
Se poi si è con più persone e gli altri iniziano a snocciolare perle a gogo mentre tu diresti “si anche io, certo, quello” tu senti venir meno non solo anni di studio nozionistico che si sa, non serve a niente, ma anni di vita, come se la tua l’avesse vissuta qualcun altro.
In un abbacchiobaleno l’autocritica sale e l’autostima precipita, soprattutto quando l’interlocutore incalza “possibile che niente ti abbia segnato a tal punto da ricordartene almeno uno?”.
Quell'”almeno” è il livellometro che segna agli occhi di tutti, ma soprattutto ai miei, la mia totale scarsezza e la delusione di avere nel gruppo una come me.
Insomma il flipper si impalla illuminandosi tutto di vergogna e rumori molesti.

La premessa era d’obbligo affinchè sappiate cosa non domandarmi mai, nemmeno per iscritto, perchè avverto (come? chi me lo ha chiesto? che te ne frega? embhè a me si! scusate se mi chiarisco un aspetto di me stessa e me lo metto a fuoco) la cosa non migliorerebbe anche se avessi 5 mesi a disposizione.
Perchè il problema sta nella somatizzazione della domanda.

Sono pertanto sempre ammirata da chi riesce non solo a non temere ciò che per me è paragonabile all’esame di maturità per un diciottenne ma a farne un uso davvero disinvolto e naturale come Enrica.
Oggi nel suo post ha solleticato questo aspetto, legandolo però a dei desiderata per i nostri figli. E sarà perchè, lo avrete capito dal post più giùgiù, sono in una fase testamentaria, lascio due considerazioni (no, una lista proprio non ce la faccio!! però confesso che ci ho provato!) sull’argomento baby-box (se per baby si intende che anche quando avrà 50 anni il nostro sarà sempre il puffolo di mamma).

La sua scatola inesauribile – al momento – sono io.
Ogni giorno, da 13 anni, tiro fuori qualcosa dal cilindro e gliela porgo per vedere se la prende in mano, se gli interessa, se la gira e rigira tra le sue dita.
Ricordarmi cosa è ovviamente impossibile, ma garantisco che ogni giorno, nello scambio di vita tra me e lui c’è un dono, che può stare nel famoso Libro, Film, Cd, Oggetto (che si stanno accumulando come pietre di mosaico nella sua camera) ma anche in una frase, in un’azione, in un esempio, in un fare.
E ogni giorno lo so qual’è quel momento in cui posso dirmi “anche oggi hai avuto il tuo pacchettino tra le mani, from me to you. Ti sarà piaciuto? Ti piacerà?”.
E così molte cose sono via via cadute a terra e dimenticate con mio sommo dispiacere, perchè a me piacevano davvero tanto.
Molte altre sono state tenute il tempo giusto per metabolizzarne almeno il senso lato.
Molte ancora (365×13 fa una certa cifra!) le tiene con sè.
Di queste alcune le vedo, lo so, ne sono intimamente orgogliosa.
Talaltre invece si sono incastrate in lui da qualche parte invisibile e tornano quando meno me lo aspetti. Queste sono le sorprese che ti fanno sentire il cuore come le caramelle che spritzano in bocca.

Ogni giorno lui apre la sua scatola, fatta di molte cose che ha ritenuto prendere da me ma anche di tante che ha preso da altri.
Osservo questi strani incastri della natura produrre effetti nuovi.
Come quel fenomeno fisico in cui le bocce che si toccano prendono traiettorie diverse.
Ritornano quelle cose belle che mi piacevano del padre, ritornano gli aspetti di una zia (e quella è la genetica!! che sta zia la vede pure poco!!) e poi anche quelle antipatiche cosucce che vorresti non avesse ma chissà…magari appunto si mitigheranno, magari gli serviranno in un modo che ancora non so, magari saranno i grossi difetti che non avrà voluto o saputo correggere e che qualcuno non sopporterà.

Ci regaliamo i nostri sbagli e le nostre vittorie.
Ci regaliamo il nostro essere nel mondo.
Perchè l’amore <io-te-“casa”> funziona meglio se consideriamo che c’è anche c’è un mondo fuori da rispettare e di cui occuparsi per stare meglio tutti.
Ci regaliamo delle non-ricette per renderci migliori.

Io per ora però ho più ricevuto che dato.
Chè la forza di pensare al futuro che dà un figlio va oltre ogni immaginazione.

(grazie x il “ritenta, sarai più fortunato nel fare una lista” a: http://tiasmo.wordpress.com/2013/12/11/baby-box-quello-che-metterei-nella-scatola-di-un-bimbo-italiano/ e http://purtroppo.wordpress.com/2013/12/11/baby-box-cosa-ci-metteresti/) 😀

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Informazioni su graziaballe

Se fossi un animale, sarei un uomo.
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15 risposte a X-BOX

  1. zonerrogene ha detto:

    Forse non sei brava a snocciolare film, cd, canzoni ma hai dato una delle più belle definizioni di mamma: “Ogni giorno, da 13 anni, tiro fuori qualcosa dal cilindro”.
    Questo fa una mamma 🙂

    Alex

    • graziaballe ha detto:

      Quindi per il famoso sillogismo aristotelico:
      tutti i giorni le mamme tirano fuori qls dal cilindro
      tirare fuori qls dal cilindro tutti i giorni è un culo pazzesco
      le mamme si fanno dunque sono un culo pazzesco!!
      😀
      (notare come aristotele abbia fatto suo il vocabolario sincopato da sms)

      • zonerrogene ha detto:

        Si, le mamme si fanno un culo pazzesco 🙂
        E dovevi scrivere un post per capirlo?!?!?!? 😀

        Alex

        • graziaballe ha detto:

          Ni.
          Confesso che non sono di quelle mamme che sentono la fatica di crescere un figlio.
          E’ talmente ampiamente compensata dal lato ludico che la paragono alla fatica di uscire la sera (sai quando ormai che sei dentro casa al calduccio, l’idea di riuscire ti abbatte ma poi quando sei fuori e ti diverti l’hai bell’e che archiviata?)

  2. massimolegnani ha detto:

    Sottoscrivo la premessa, i film e libri, per non parlar di musica, li ricordo per una settimana poi puff! Quindi se uno mi fa quella domanda o cito un libro recente, che magari manco m’e’ piaciuto, oppure e’ nebbia!
    ciao
    ml

  3. Bella. Io ci ho messo oggetti più terra terra…
    🙂

  4. (da cantare, con intenzione, sulle note di pino daniele) “ogni scatoloooone èbbello ammamma soja” 😀
    scherzi a parte, ma quanto bella è questa cosa che hai scritto. e da un lato mi consola, al pensiero di non essere l’unico che non saprebbe come riempire la scatola: accolgo la tua prospettiva con grande entusiasmo 😉

    • graziaballe ha detto:

      o scattoloneeee! o scattoloneeee!!! oooogniiiii scattoloneeee è bell’ammamma soja!… yeeee!!!…(raddoppio di t per renderla al cIentopercIento!)
      non sai a me quanto consoli me trovare tanti esimi “nonlistellatori”!

  5. MyP ha detto:

    Una grande mamma, questo non è poco ed è sicuro!! 🙂

  6. goldpippa ha detto:

    mi hai fatto andare a un ricordo, di me piccina che volevo sotterrare una scatola coi miei “averi” di marmocchia, per poi dissotterrarli un giorno che sarei stata mamma.
    ovviamente l’idea ha trovato spazio in me credo solo per mezza giornata.
    però il dare d’un genitore a un figlio, è sempre non quantificabile: che è troppo vasto 🙂

    • graziaballe ha detto:

      Ma sai che un giorno, complice il trasloco, ci siamo messi lì e abbiamo selezionato oggetti, fogli, giochini importanti per l’infanzia di L. e li abbiamo riposti un una scatola che abbiamo chiamato semplicemente “il contenitore di ricordi”. L. sa che quella è una parte di vita (0-10) che potrà mostrare ai suoi figli o solo a sè stesso un giorno, quando ne avrà voglia…
      Spero non dover fare un altro trasloco per fare il proseguo!! 😉
      Benvenuta! 🙂

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