MORK CHIAMA ORSON, RISPONDI ORSON…

Senza cellulari non esistiamo.
Questo è quanto evidenziato da una ricerca effettuata dagli scienziati del Massacciusset Tavanology Institut.
La prova, a lungo cercata dai membri dello staff di ricerca, sembra sia stata trovata finalmente ieri sera nel quartiere di San Salvario, a Torino.
L’antefatto è che GBalle doveva uscire con amici.
Prima però avrebbe dovuto portare L. a casa di un suo amico, comunicando se sarebbe arrivato cenato o meno.
Ma GBalle, che aveva deciso già da tempo di dare un taglio al progetto finanziato dalla TIMTREWINDCOMMUNICATIONS, ha finalmente posto un punto fermo dimenticando il cellulare sulla scrivania dell’ufficio. Da quel momento GBalle è sparita.
Inutile l’affermazione fatta all’amica C. prima di uscire “ti mando un messaggio per dirti se L. mangerà da voi o verrà già mangiato” perchè C. non lo seppe mai.
Anche che il luogo dell’appuntamento, fissato in P.zza Saluzzo, fosse cambiato conseguentemente ad un overbooking, GBalle non potè mai saperlo essendo stata risucchiata dal vuoto comunicativo.
Nessuna notizia anche del citofono al quale suonare per lasciare L.
Perché quando i citofoni sono criptici, del tipo “suonare al n. 5 perché non ho fatto mettere il cognome manco fossi chanel”, anche l’azione più banale può rivelarsi una terribile difficoltà senza la mediazione di un telefono.
Ed è davanti a quel citofono che GBalle si accorge di non avere nemmeno un numero uno segnato su una minchia di agendina, poichè ovviamente, sono tutti memorizzati sul cellulare. Lei è lì, loro sono su, ma è come se non ci fossero.
Inizia un lancio del sassolino senza grandi risultati visto che i soggetti in questione sono al 4 piano.
Solo dopo 5 min di fregole varie viene in mente a L. di avere lui il cellulare col numero del suo amico! Tralascio la sequela di imprecazioni da e contro e per e verso il mondo intiero.
Il fatto che GBalle sarebbe quindi arrivata tardissimo all’appuntamento poiché oltre a tutto ciò, trova l’auto chiusa da una macchina messa in seconda fila il cui proprietario al ritorno non troverà parole migliori di “e mamma mia! mi scusi, ma solo il tempo di un kebab!” (mangiato e digerito), non potrà essere divulgato a tutti coloro che nel frattempo, in un posto non lontano da P.zza Saluzzo ma tuttavia ignoto a GBalle, si stanno domandando che fine ella abbia fatto.
Arrivata con ¾ d’ora di ritardo GBalle cerca nel locale indicato di P.zza Saluzzo, facce a lei note.
Aggirandosi ormai per i tavoli come una venditrice di rose, ne individua una ma non c’entra una mazza con quelli con i quali doveva vedersi ma che le fa lo stesso perdere altri 10 min buoni in ciance varie.
Compresa la situazione GBalle riflette se non sia meglio ritirarsi in buon ordine e tornare a casa.
Ma no! Tenace come l’ultimo dei mohicani si mette in cammino per ispezionare altri locali noti e passibili di essere stati scelti quali alternativa dai suoi amici e, dopo circa mezzora, li trova. Tutto è bene quel che finisce bene.
L’indomani si troverà il cellulare con 15 chiamate e rigorosamente caduto a terra per via delle piccole marce da vibrazione.
Il primo che fa il radicalchic e mi dice che si stava meglio senza cellulari gli stacco un orecchio a mozzichi!!! 

Grazia ieri sera

Grazia ieri sera

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Se fossi un animale, sarei un uomo.
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35 risposte a MORK CHIAMA ORSON, RISPONDI ORSON…

  1. zonerrogene ha detto:

    Gballe….si viveva pure bene senza cellulari. Ma c’era una “rete” fatta di post-it appiccicati su porte di locali e su citofoni con scritte tipo “Siamo al pincopallo. Raggiungici”. Ora non si usa più..e siamo dipendenti dagli infernali marchingegni
    Alex

  2. giacani ha detto:

    Non stavamo meglio o forse sì. Ma la domanda vera è “come facevamo”???

    • graziaballe ha detto:

      forse il quibus era che esistevano ancora le cabine del telefono.
      quei posti immondi ma utilissimi….quello si che è un peccato averli persi! perchè la brevità della comunicazione era dettata nell’ordine:
      1) dal fatto che per telefonare avevi lasciato il mezzo, qualunque mezzo, in seconda fila.
      2) dal fatto che siccome erano spesso succursali dei vespasiani, l’apnea aveva un range limitato
      3) dal fatto che il suono del gettone ricordava la ghigliottina che calava sulla testa di mariantonietta!
      4) sapevi che oltre un certo numero di minuti il tuo sistema immunitario anzichè esserne potenziato rischiava di mollare la presa in favore di qualche malattia tropicale…
      bei tempi, romolo!

      • ecco, questo non è un particolare da poco. io credo di aver girato tante, ma veramente tante cabine telefoniche. penso che potrei scrivere un libro a raccontare tutto quello che ho visto dentro e attorno quegli splendidi oggetti del paleocene, a raccontare di tutte le volte in cui quell’oasi in mezzo al deserto si rivelava non funzionante, a racontare le tante telefonate “clandestine” o al gelo fatte in giro per il mondo.
        oggi, fischia se ne trovi una nel raggio di trenta chilometri. e, se anche la trovi, funziona non con una banale monetina ma con una tessera che costa minimo minimo 5 euro e che trovi solamente in un’edicola ad altri venti chilometri di distanza. e che, in ogni caso, all’ora in cui ti serve sarà sicuramente chiusa.

        • graziaballe ha detto:

          io infatti adoravo proprio il gettone, il suo colore alternativo a tutto, la sua ambivalenza monetaria (signorina non ho resto, posso darglielo in gettoni?).
          di conseguenza la scheda non l’ho mai digerita. Come tutte le cose che hanno una vita a sè stante non stava mai dove doveva stare e finivo per perderne in continuazione.

  3. goldpippa ha detto:

    dico sempre “mi rubassero la borsa, andrei in affanno non tanto per il portafoglio, ma per il cel”
    quindi, sì capisco la situazione.. momenti di panico, quando s’allunga la mano e non si tocca il freddo metallo di questo aggeggio che accende le vite.
    però
    a volte, lo stoppo: levo suoneria e notifiche e bla bla.. e saluto il mondo 🙂

  4. menteminima ha detto:

    Sono uscita senza chiavi per due volte in dieci giorni. Meglio fuori dalla porta tutta la notte che senza telefono un’ora!

    • graziaballe ha detto:

      oddio! chiavi vs cellulare…una bella lotta! 🙂
      Scagli una pietra chi, almeno una volta nella vita, non ha lasciato le chiavi attaccate alla porta (della serie manca solo il cartello “prego, servitevi!”)

  5. rodixidor ha detto:

    Sembrano tempi lontanissimi quelli vissuti da ragazzi. Quando alla mamma ansiosa potevi poi dire: “Non ti ho potuto chiamare perché al campeggio il telefono non funzionava !”. Non so se si stava meglio, ma erano sicuramente tempi diversi 🙂

    • graziaballe ha detto:

      Il blog è un confessionale ed ecco la mia rivelazione: sono una madre apprenZZIva anzichè no! Non sai quanti groppi(ni) mando giù per non rompere l’anima a Ludo!!
      Ma se i tempi cambiano, i ragazzi sono sempre quelli: “Mamma…in campeggio c’era una voragine di campo e non prendeva…mica potevo cadere dal burrone per cercare una tacca!!!” 😀

  6. massimolegnani ha detto:

    Spassosa, soprattutto perche’ si evince (!) che hai problemi non solo col cellulare ma anche col citofono!!
    🙂
    ml

  7. MyP ha detto:

    Non si stava meglio quando si stava peggio ma oggi si sta fin troppo bene. Adesso devono inventare qualcosa che sostituisca il cell quando lo dimentichi a casa. Tipo un aggeggio-agendina che è sincronizzato col cell.
    Vabbè, sto delirando! 🙂

  8. Badev ha detto:

    io ti vedo, sgambettante, con le guancette gelate e gli occhi lucidi, nei locali fumosi di sansalvario, e rido

  9. Mr. Incredible ha detto:

    L’altro giorno un mio amico mi ha preso l’iPhone pensando fosse il suo. Mi succede per la seconda volta.
    24 ore senza iPhone voleva dire non poter organizzare tutti i giri che volevo fare in canoa. Ma avevo l’pad e ho inziato a skyppare il mondo, iMessage, mail per rimediare.
    Poi ha piovuto, i fiumi straripavano e io potevo stare bello beato senza il mio cell.
    Morale? Guarda prima le previsioni brodo!!!

  10. Eccoci, dopo aver commentato a sbafo entro nel confessionale anche io per dire: cribbio e se hai ragione. Io però ero dipendente dal telefono già dagli inizi. avevo sempre una scheda telefonica con me, conoscevo tutti i telefoni pubblici della zona. credo che la cosa peggiore dei tempi moderni è che demandi così tanto al telefono in tutti i sensi (agenda, contatti, memo, password, note, indirizzi…) che nel momento stesso in cui lo perdi potresti anche in qualche caso fare lo sforzo di ricordarti qualcosa, ma sei annientata psicologicamente e tutto il mondo ti cade addosso.
    ecco secondo me il principale problema: ti accartocci e puff.

  11. Pingback: Il post delle mezze misure | quartopianosenzascensore

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