GITA DISTRUZIONE

fumoLa partenza di un figlio per la gita scolastica è sempre un evento nella vita di una mamma. Se poi si aggiunge che la mamma è nata apprensiva, una malattia congenita cui non v’è rimedio, l’evento può definirsi epocale. Pur consapevole di poter indurre traumi e zavorre psicologiche che poi incideranno seriamente nel budget familiare del futuro adulto (considerate 80€ a seduta se l’analista è un amico di famiglia), la mamma apprensiva non può evitare raccomandazioni del tipo:
–          Non ridere mentre mangi che potrebbe andarti di traverso il boccone
–          Non sporgerti dal parapetto della nave (se siete in coperta) né dall’oblò (se siete in cabina) nemmeno se fosse volato via il pallone…ti ricordi quel film terribile??
–          Mettiti le ciabatte quando sei nella stanza e non camminare sulla moquette dell’albergo..sai…le verruche…
–          Non mangiare cibi che non hai mai assaggiato prima che potrebbero farti allergia
–          Tieni sempre con te i documenti e il telefono cellulare…e ricordati di caricarlo la sera!!
–          Lavati i denti, fai il bravo e copriti se fa freddo. Ca va sans dire.
Inutile riferire i plurimi modi con i quali l’adolescente tenti di replicare, nessuno efficace a chetare la povera donna in preda alla furia di immagini delle imminenti sciagure che potrebbero capitare. La mamma apprensiva arriverà anche a distribuire raccomandazioni ai professori, agli educatori e infine all’autista del pullman, controllando l’alito, la pressione (anche quella delle gomme) e in ultimo verificando se abbia o meno bisogno di un caffè.
Le facce sbigottite e ormai rassegnate come quelle di chi dice si al pazzo, non la risvegliano dal suo stato di meccanica erogazione di leggi e commi riguardanti il codice della strada, l’uso di alcool e l’obbligo di sosta.
Non paga chiederà anche ad altri genitori di sostenere la causa pretendendo una sorta di delirio di massa e stupendosi del fatto che siano tutti così tranquilli, disposti a salutare semplicemente i propri ragazzi facendo loro “ciaociao” con la mano. Ovviamente sarà costretta anche lei a fare “ciaociao” con la manina ai vetri marrone scuro del pullman, non sapendo con certezza se quella felpa rossa che si intravede (di spalle) fosse veramente quella di suo figlio, che intanto, approfittando del cinema tenuto dalla genitrice, si è defilato ed è salito a bordo inosservato.
Una volta partiti i ragazzi, un centinaio di genitori si disperdono sulla piazza come topi in fuga, chi di qua chi di là. La mamma apprensiva andrà a prendere un caffè con qualche parente solidale ed insieme, sorseggiando un cordiale, si lamenteranno del disordine e degli sbalzi ormonali dei figli adolescenti mentre nel frattempo un sms le comunica “ciao mamma!”. Lo so, l’ho descritta così bene, ma così bene che vi sarà venuto il dubbio che parlassi di me. E invece…

come2come

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Informazioni su graziaballe

Se fossi un animale, sarei un uomo.
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37 risposte a GITA DISTRUZIONE

  1. aimondomoichi ha detto:

    Quindi la mamma in questione nn saresti tu??? 😉

  2. rodixidor ha detto:

    Sempre molto simpatici i tuoi post anche se rari. 🙂

  3. zonerrogene ha detto:

    Posto che ovviamente non stai parlando di te, ricorda che la gita distruzione è fondamentale come esperienza nella vita di un ragazzo. Serve a imparare cose che ti torneranno utili tutta la vita: come rollare una canna, perchè non bisogna mischiare birra e vino, se passi la nottata in bianco il giorno dopo è lunghissimo etc….
    Ti ho tranquillizzata? 😀

    Alexiei

  4. fimoartandfantasy ha detto:

    Ahahahah sono sicura che quando diventerò mamma, sarò esattamente così… Del resto, anche la mia lo era! 😁

  5. fimoartandfantasy ha detto:

    Anzi anzi, lo è ancoraaaaa!!!

  6. ecco, in tutto questo spero che la gita scolatica non fosse a chivasso, sennò il figlio, che ovviamente non è L., sarebbe stato autorizzato all’insurrezione nei confronti del genitore, che ovviamente non è graziaballe 😀 😀 😀
    p.s. notevoli le immagini!

    • graziaballe ha detto:

      E’ che io ho questo insano hobby di andare alle partenze delle scolaresche…sai, un pò come quelli cui piace andare in stazione ad assistere agli abbracci dei pendolari innamorati!
      E così ieri, per puro caso eh…mi avvidi che L. stava partendo per ben 4 gg oltre confine, signori e signore, in paese straniero e dalla lingua dura, in nota cittadina famosa perchè le fontanelle erogano birra e nella quale la piu parte dei ragazzi spera di incontrare bionde amazzoni! (mondieu!) 😀
      (con la nave sono partiti lo scorso settembre in verità)
      Le immagini – mancoadddirlo – le ho prese dalla sua brulicante pagina di google+! 😉

  7. ilgattosyl ha detto:

    pensa, pensavo fossi tu a partire e parlassi di tua mamma…

    • graziaballe ha detto:

      oddio!!! dal riso passo al pianto!!!! 😀 😀 😀
      ma lo sai che era proprio così? non mi dimenticherò mai la sua faccia quando imbarcandomi su un pullman per un campo scuola a BAROLO (!!!!una settimana nelle langhe a novembre a 13 anni…Ministero dell’Istruzione anni 80?) si raccomandò al più bravo e assennato della classe, figlio di mamma vedova e molto ben ritenuto dalle mamme, dicendogli “mi raccomando Vincenzo, tienile d’occhio tu le nostre bimbe!” e lui candidamente rispose “Non si preoccupi signora, in molti casi ritorneremo in tre!”.
      Mia madre strabuzzò gli occhi ma la sua per poco non svenne! 😀

  8. Topper ha detto:

    Pensa che mia madre somiglia molto a quella che descrivi (somiglia anche a te a dir la verità!), anche (soprattutto) da quando vivo lontano, nonostante siano passati secoli…

  9. massimolegnani ha detto:

    Quella mamma, non tu eh, quella mamma avrebbe bisogno di una strigliata prima che faccia danni irreparabili al figlio.
    🙂
    ml

    • graziaballe ha detto:

      La vera forza dell’uomo sta in questo! Come strigliano bene in certi casi le proprie compagneeee…. una vera mano santa! 🙂
      Però quella mamma ora si prende solo un pò più in giro per quello che pensa più che per quello che fa! 😉 ciao ml!

  10. MyP ha detto:

    Va tutto a fortuna.
    Un adolescente non si tratterrà mai dal fare cazzate tipo fumare canne o saltare da un muro altissimo con lo skateboard. La fortuna sta nel fatto che, dopo averle fatte, all’adolescente non sia piaciuta l’esperienza.
    E’ tutta una questione di fortuna. Mia madre è stata fortunata con me, ma se sapesse tutto quello che ho combinato a quell’età si metterebbe le mani nei capelli. 🙂

    • graziaballe ha detto:

      Hai perfettamente ragione……e infatti il problema è che io mi ricordo benissimo tutte le ..zzate fatte, a rischio di incolumità e altro, e che so perfettamente che da alcune ne sono uscita sana per puro miracolo!! 🙂
      Fortunata davvero la tua mamma MyP! 😀

  11. Erre ha detto:

    Mi fai morire. Se vuoi ricomincio a fumare e ci facciamo una canna. Come la vedi? 😛

  12. 'povna ha detto:

    Sappi che, di chiunque siano alcune di quelle raccomandazioni, sono quelle cose contro le quali noi insegnanti cerchiamo vanamente di scagliarci nella medesima gita:

    – è mai possibile che tu non assaggi niente che non conosci, istruzione è anche cucina?!
    – è mai possibile che tu sia solo ossessionato dal mettere in carica il cellulare? E se per due giorni non funziona che sarà!
    – mi raccomando, documenti in albergo, non conte, ci manca solo che ti derubino e poi si debba passare dalla trafila del consolato…

    Parola di prof., ma, soprattutto, di figlia di mamma non apprensiva che le ha reso la sua vita scolastica una felice invidia da parte di qualunque coetaneo, con conseguente e notevole incremento della sua sicurezza e del suo successo personali.

    • graziaballe ha detto:

      Povna, che piacere leggerti da queste parti! E sai, approvo la cazziata.
      Il brutto dell’essere apprensivi e di esserne consapevoli (di esserlo anche del fatto che puoi rovinare la vita di tuo figlio) è che ti costringe ad un lavoro micidiale su te stesso!
      Soprattutto perchè quello che descrivo è quello “che avrei potuto/voluto fare” ma che poi non faccio. E allora scaramanticamente ne scrivo e ci rido su.
      La cosa in fondo mi è resa piu facile dal sapere che tanto Ludo disattenderebbe qualunque mia raccomandazione perchè fortunatamente è libero da condizionamenti..
      ..lui! 😀
      [Però 10 volte “oh, stai all’occhio e non fare il cretino” la sera prima è un mantra! 😉 ]

      • 'povna ha detto:

        Mi dispiace davvero di avere avuto il tono della cazziata, giuro che non volevo. Era solo per riflettere su quanto questi poveri adolescenti, che io ho sempre nel cuore perché sono ancora puri, assoluti e pieni di tutte le potenzialità che si sforzano di manifestare tutte insieme ( di qui il loro aggraziato aspetto di bruconi), hanno imput diversi e contrapposti, spesso, dalle figuri di adulti più preponderanti, genitori ed educatori, della loro vita.
        Meno male che poi ci pensano gli allenatori (possibilmente non di calcio) a dare poche regole, secche e chiare e senza troppe seghe mentali retro-educative, a dimostrazione che c’erano motivi per sottolineare l’importanza del passaggio della vita da caserma nella formazione dell’individuo (e, a eventuale domanda, sì, sono pacifista, ma educativamente riconosco l’efficacia di un periodo di regola per la regola, se tenuto da persone competenti e civili).
        Su “all’occhio non fare il cretino” ci troviamo.

        Poi, più seriamente, io sono stata cresciuta in maniera assai poco tradizionalmente italiano. Mia madre non mi ha mai detto di chiamare a casa nelle gite di tre giorni, e in generale mai in quelle in Italia. Mentre tutti i miei compagni facevano la coda alla cabina, in gita, io mi dedicavo al mio proprio divertimento, con grande loro invidia. A 19 anni vivevo e mi mantenevo da sola. Avevo vinto il posto a Hogwarts, e là ti pagavano tutto in cambio della media. Hogwarts era lontano da casa circa 300 km. Ovviamente con l’inaugurazione dell’anno accademico scesi da sola, in treno, senza mia madre. Quando tornai a casa la prima volta, mia madre disse: “Chiamami quando arrivi”. E io eseguii. Quando tornai la seconda, me lo ripeté. Me lo ricordo sempre. Ero in ascensore, già. Risposi di sì, schiacciai il pulsante discesa, ci ripensai, bloccai e tornai su: “No, mamma, non ti chiamo. Se no non ne usciamo. Se c’è un incidente lo saprai al telegiornale, altrimenti diamo per scontato che se non mi senti va tutto bene”.
        Avevo ragione, mi aveva educato così lei. Da allora non ho mai più chiamato per dire che ero arrivata bene in nessun luogo. E coi miei ci sentiamo, da allora, quando vogliamo. Per dire, se gioca la Juve ci possiamo sentire anche 15 volte in novanta minuti. Oppure mai per dieci giorni. Ed è tanto, tanto bello e ricco, così.

        • graziaballe ha detto:

          Povnina..dovevo virgolettarlo perchè per me “cazziata” era come dire tirata di orecchie! sono sboccata di natura e poi sono il tipo che potrebbe scrivere un libro dal titolo “io mi cazzio da sola”! Di motivi per farlo ne ho sempre uno. 🙂
          Non potrò mai essere come tua mamma, alla quale pure va tutta la mia ammirazione, ma sto lavorandoci su. Del resto mia madre mi ha fatto fare sì tutto quello che volevo ma sempre con la tassa del “chiamami!” e so cosa vuol dire cercare le cabine in posti dove il telefono era ancora avveniristico. In alcuni casi ho rischiato di più cercando quello che per tutto il resto della vacanza!
          Paradossalmente la mia apprensione è ora maggiore rispetto a quando era piccolo proprio perchè lo vedo con quell’occhio perso a pesce persico. Non mi rassegno che l’occhio vispo di un anno fa abbia lasciato il posto allo sguardo del trota, nemmeno se la scusante dell’adolescenza sembra plausibile! 😀
          Dai…è poi siete juventini tutti e due!

Prego, per di qua...

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